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Chi lavora quotidianamente nel settore dell'integrazione di sistemi e dell'impiantistica TVCC conosce bene questo scenario: una chiamata di assistenza per una telecamera fuori fuoco, un vetrino sporco o un sensore da sostituire a 4 metri d'altezza.

Un intervento banale di 5 minuti rischia di trasformarsi in un incubo operativo ed economico.

  • Noleggio di un cestello o piattaforma aerea (PLE).
  • Necessità di almeno due tecnici sul posto.
  • Pratiche burocratiche per occupazione di suolo pubblico o gestione del traffico.
  • Adempimenti stringenti per la gestione del lavoro in quota.

I pali e le basi reclinabili rappresentano la svolta organizzativa e commerciale per i System Integrator.

Trasformare un lavoro in altezza in un’operazione rapida a livello del suolo permette di vincere più gare, proteggere la salute dei tecnici e rendere estremamente redditizi i contratti di manutenzione (SLA).

 

Sicurezza e Quadro Normativo: Lavoro in Quota Azzerato (D.Lgs. 81/2008)

Per un installatore o un datore di lavoro, la tutela della sicurezza è un obbligo sia etico che penale. Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) definisce chiaramente il lavoro in quota:

Art. 107: Si intende per lavoro in quota qualsiasi attività lavorativa che esponga il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile.

Quando un tecnico deve salire in quota per interventi su strutture tradizionali, l'azienda si fa carico di una serie di obblighi e costi accessori.

  • DPI di III Categoria: Obbligo di imbracature, cordini, dissipatori e relative verifiche periodiche.
  • Abilitazioni specifiche: Patentino PLE per l'uso di piattaforme ed elevatori.
  • Piani di emergenza e soccorso: Procedure dettagliate per il recupero dell'operatore in caso di malore o incidente.

 

 

Il principio della prevenzione alla fonte

Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce che le misure di protezione collettiva e l'eliminazione del rischio alla fonte debbano sempre avere la priorità rispetto all'uso dei DPI individuali.

Utilizzando una base reclinabile, il palo viene ruotato verso il basso e la testa della struttura scende ad altezza uomo. L'operatore lavora con i piedi saldamente a terra: il lavoro in quota viene cancellato alla radice, azzerando il rischio caduta e semplificando enormemente il POS (Piano Operativo di Sicurezza).

 

La Soluzione Tecnica: Le Basi Reclinabili per Pali Quadri (120x120 mm)

Nelle installazioni TVCC professionali e di protezione perimetrale, la rigidità della struttura è fondamentale per evitare micro-oscillazioni che disturberebbero gli algoritmi di video analisi.

La gamma di basi reclinabili è progettata appositamente per pali quadri 120x120 mm (con altezze standard da 2 a 5 metri), combinando stabilità strutturale e facilità di manovra.

 

 

Dove Proporre i Pali Reclinabili nei Tuoi Capitolati

Inserire le basi reclinabili nella fase di progettazione ti distingue dai competitor che propongono soluzioni standard. I contesti applicativi in cui questa scelta è vincente includono.

  • Parchi logistici e perimetri industriali: Dove i controlli alle barriere e alle telecamere perimetrali richiedono tarature frequenti.
  • Aree pedonali, ZTL e centri storici: Zone con severe restrizioni per l'accesso dei mezzi pesanti.
  • Stadi e impianti sportivi: Per evitare l'ingresso di veicoli che danneggerebbero manti erbosi o pavimentazioni speciali.
  • Parcheggi e stazioni di rifornimento: Dove il posizionamento di una PLE bloccherebbe il flusso dei veicoli e la continuità operativa.

 

Un'Infrastruttura Intelligente per Progetti di Valore

Per il System Integrator e l'installatore moderno, la qualità di un impianto di videosorveglianza non si misura solo nella risoluzione delle telecamere o nella potenza del NVR, ma anche nella sostenibilità della sua manutenzione negli anni.

Adottare le basi reclinabili significa offrire al cliente una struttura solida, a prova di effrazione e progettata per ridurre i costi d'esercizio, posizionando la tua azienda come un partner tecnologico attento alla sicurezza, all'efficienza e alla normativa vigenti.

  

A presto,

Il Team S&A

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La soluzione più avanzata sul mercato contro l’occupazione abusiva

 

La preoccupazione tra i proprietari di case per l’occupazione illegale sta crescendo.

I media mettono in guardia sulla crescente facilità con cui alcuni criminali possono occupare proprietà e sulle difficoltà legali nello sfrattarle.

Questo problema colpisce molte persone e mette a rischio la sicurezza delle case e dei loro proprietari.

Per questo presentiamo  la soluzione innovativa di VESTA che aiuta a sfrattare gli occupanti abusivi dalle case.

Perché alcune case sono più suscettibili di essere occupate?

Secondo i dati dei media nazionali, la prima e la seconda residenza vuota o in disuso che si trovano in città con una forte domanda e dintorni sono le più vulnerabili all’occupazione illegale, così come le case in affitto per le vacanze. I criminali approfittano dell’assenza o della debolezza dei sistemi di sicurezza per installarsi a lungo. Oltre all’atto di vandalismo stesso, a volte questo causa la vendita illecita della proprietà a terzi, la riduzione del valore della proprietà e può influire sulla sicurezza di un’intera comunità.

Qualcosa che queste case hanno in comune, oltre alla loro posizione, è che possono soddisfare i bisogni di base dell’occupante.

Principalmente, spicca la fornitura di acqua ed elettricità. Senza accesso a questi servizi, gli occupanti abusivi non possono rimanere nell’abitazione per un lungo periodo di tempo.

 

La soluzione  di VESTA può prevenire e facilitare lo sgombero degli occupanti abusivi

Per affrontare questo problema in modo efficace e sempre nel rispetto del quadro normativo, viene presentata la soluzione di VESTA, che offre una serie di funzionalità innovative che ostacolano l’occupazione abusiva illegale e consentono una risposta rapida ed efficiente a questa situazione grazie al blocco casuale dei servizi elettrici e idrici..

La centrale di allarme VESTA comunica con una seconda centrale e in caso di rilevamento di attività sospette o sabotaggi della centrale di allarme, la centrale secondaria attiva routine di sabotaggio che interrompono casualmente i servizi elettrici e idrici.

Queste interruzioni vengono effettuate nel rigoroso rispetto delle normative legali, ostacolando così l’occupazione abusiva illegale della proprietà.

Queste routine possono anche essere attivate manualmente utilizzando l’app utente SmartHomeSec.

  1. Elettrovalvola Plug & Play per l’approvvigionamento idrico: VESTA dispone di un dispositivo aggiuntivo, un’elettrovalvola facile da installare, che controlla l’apertura e la chiusura della rete idrica in caso di occupazione illegale. La comunicazione tra l’elettrovalvola e il pannello VESTA è completamente wireless, tramite ZigBee o ZWAVE, che garantisce un controllo efficace e rapido sull’approvvigionamento idrico.
  2. Contattore ad alta potenza per interruzione elettrica: Oltre all’elettrovalvola, VESTA ha un misuratore di potenza elevato e una facile installazione, progettato per interrompere l’alimentazione complessiva in caso di occupazione illegale. Questo dispositivo taglia l’elettricità in modo efficace e sicuro, impedendo l’uso non autorizzato di energia elettrica in casa.
  3. Rilevamento dell’attività degli in base al consumo di elettricità: il contatore e il contatore VESTA sono in grado di rilevare consumi elettrici insoliti in modo rapido ed efficiente. Se viene rilevata un’attività sospetta, la routine di sabotaggio viene attivata da lo squatting illegale e i segnali di allarme possono essere segnalati al Centro di ricezione allarmi (CRA) o all’utente attraverso l’applicazione.
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